Nato a Letino (Caserta) nel 1931, compie la prima formazione culturale al Liceo Scientifico di Napoli; dopo il biennio di Ingegneria a Bologna, si iscrive alla Facoltà di Architettura all'Università di Napoli e contemporaneamente s'interessa di pittura: espone, fin dal 1954, nella città partenopea. Segue, dopo il 1956, un periodo di cinque anni in cui matura un proprio linguaggio espressivo attraverso un lento processo e passa tra molteplici esperienze di scenografo e pubblicista. Dal 1961 intensifica la sua attività pittorica, segnata dalle partecipazioni a Mostre internazionali, nazionali, collettive, estemporanee: è segnalato e premiato più volte. In occasione del "Meeting Culturale ITALIA-USA" , nel 1982 a New York, gli è stato conferito il Premio "NEW YORK PRIZE". I suoi quadri sono l'espressione di una coscienza contemporanea, volta a risolvere dubbi e problemi attuali, ansie ed esigenze intime: i personaggi(donne in gran parte) sono protagonisti di un dramma interiore che è sempre universale e perciò stesso comprensibile a tutti. Con la pittura, che è uno specchio evidente di una sofferta concezione dell'esistenza, Pitocco è alla costante ricerca di un'emozione, di una verità poetica : e appunto con la disposizione insospettabile degli oggetti, l'imprevedibilità e originalità degli accostamenti cromatici, egli ottiene esempi di fresca, delicata e trasognata contemplazione. In epoca di avventure extra-artistiche e di ritorni al passato, Mario Pitocco ha trovato una personalissima strada nella quale si inserisce con serenità, armonia e grande sensibilizzazione della tematica. Una grafica sottile e sinuosa avvolge in quasi invisibile rete il soggetto, dove sempre trionfa quel bianco che quieta e turba nel medesimo tempo. |