| Paesaggi
sentiti e vissuti come luogo della memoria, come dimensione
del fuori e dentro di noi nello stesso tempo, questi
i paesaggi di Luigi Modesti. Gli elementi che li compongono
pur essendo usuali nella nostra tradizione pittorica,
assumono una dimensione nuova: campi come zone cromatiche-emozionali,
alberi come semplici elementi verticali, casolari
come costruzioni appartate del vivere umano.
L'intensa luminosità, i contrasti cromatici,
le luci e le ombre richiamano il paesaggio mediterraneo
con sottointesi riferimenti, attraverso la verticalità
dei cipressi, alla terra di Toscana.
Traspare in filigrana nei suoi quadri il rimando alla
tradizione degli impressionisti che viene interpretata
con una
tecnica ricca di trasparenze ed effetti di leggerezza.
L'uomo è assente, anche se è evidente
che vive, lavora e
sogna in quegli spazi, in quella natura che se pur
intimistica appare comunque familiare.
La sensibilità del pittore ci fa percepire
istanti sospesi e atmosfere fatte di silenzi che avvolgono
i soggetti dei suoi quadri. Una particolare suggestione
si avverte nelle opere più recenti dove il
poco cielo lascia spazio alla
campagna, dove la veduta, scolorando nei timbri pittorici
caldi e tonali, sembra ricordarci che i paesaggi più
belli non sono quelli che quotidianamente si vedono,
ma quelli che si immaginano, che vivono nella nostra
fantasia.
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